Il Superbonus ha trasformato la scena delle ristrutturazioni come nessun altro strumento. Ma ora, con il 2026 in corso, è bene capire davvero cosa succede e chi può ancora approfittarne senza correre rischi o inutili perdite di tempo.
Superbonus 2026: fine del 110% per la maggior parte degli Italiani
La legge di Bilancio 2026 ha detto addio al Superbonus 110% nella sua versione più generosa. Da anni rappresentava un aiuto concreto per chi voleva mettere mano a casa quasi senza spese, con cessione del credito o sconto in fattura a coprire tutto o quasi. Oggi, però, quella procedura non è più disponibile per la maggioranza degli immobili in Italia. Il processo di riduzione è stato progressivo:
- 2020-2023: incentivazione al 110%
- 2024: aliquota scesa al 70%, con alcune eccezioni
- 2025: aliquota al 65% solo per lavori inizati entro metà ottobre 2024
- 2026: stop totale al Superbonus ordinario
Chi ha già usufruito del Superbonus sa bene che i controlli sono rigorosi, specialmente per i condomini. Se non si sono raggiunte le due classi energetiche in più promesse, la detrazione può decadere. Niente più miracoli, insomma.
Chi può ancora approfittare del Superbonus 110%? Le zone terremotate
Per alcuni, il Superbonus rimane vivo e vegeto. Si tratta degli immobili nei 140 comuni colpiti dai terremoti nel Centro Italia, tra Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, dove è ancora possibile accedere al 110%. Ma attenzione, non è un regalo: bisogna rispettare alcune condizioni stringenti:
- Avere presentato domanda per il contributo pubblico dopo marzo 2024
- Effettuare spese aggiuntive rispetto al contributo statale ricevuto per la ricostruzione
- Utilizzare solo cessione del credito o sconto in fattura; la detrazione diretta in dichiarazione è fuori gioco
Gli interventi abbracciano lavori di ricostruzione post sisma, messa in sicurezza e soprattutto integrazione energetica per rendere la casa più efficiente. Un vero sollievo per chi ancora combatte con i danni del terremoto, ma solo per cantiere aperto e spese entro limiti precisi.
Bonus edilizi tradizionali: un aiuto che resta concreto
Se il Superbonus è fuori dalla porta, i bonus più classici continuano a tenere aperta la finestra. Il 2026 mantiene in vita detrazioni al 50% per la prima casa, e al 36% per le altre tipologie immobiliari. Si tratta di incentivi che coprono una vasta gamma di lavori:
- Manutenzione straordinaria, restauro e ristrutturazione
- Riqualificazione energetica – come infissi, isolamento o pompe di calore
- Interventi antisismici e di messa in sicurezza
- Acquisto di mobili ed elettrodomestici di classe A+
Un sostegno semplice, utile a chi vuole migliorare casa senza complicazioni e scadenze stringenti come quelle del Superbonus originale.
| Tipo di intervento | Aliquota detrazione abitazione principale | Aliquota detrazione altri immobili |
|---|---|---|
| Manutenzione straordinaria e ristrutturazione | 50% | 36% |
| Riqualificazione energetica | 50% | 36% |
| Riduzione rischio sismico | 50% | 36% |
| Acquisto mobili e grandi elettrodomestici | 50% fino a 5.000€ | Non previsto |
Conto Termico 3.0: una novità che cambia le regole del gioco
Il 2026 porta con sé un amico prezioso: il Conto Termico 3.0. Non è una detrazione fiscale, ma un contributo diretto a fondo perduto. Come dire: soldi freschi in mano, non rimborso che arriva nel tempo.
Chi non ha capienza fiscale, come pensionati o casalinghe, apprezzerà questa opzione. Il contributo arriva in 2-5 mesi e può coprire fino al 65% della spesa. Qualche esempio concreto:
- Sostituzione di caldaie con pompe di calore
- Installazione di pannelli solari termici
- Isolamento termico dell’edificio
- Sostituzione di scaldacqua
Un modo intelligente per chi non vuole aspettare una lunga ripresa fiscale e cerca un aiuto concreto e immediato nella transizione energetica.
Cosa è sparito dal 2026: addio a qualche bonus storico
Non tutte le notizie sono buone: alcuni incentivi storici hanno chiuso i battenti, tra cui:
- Bonus barriere architettoniche, ad esempio montascale e ascensori, scaduto a fine 2025
- Superbonus 65% per interventi non sismici, ora non più disponibile
- Possibilità di cedere il credito fiscale a terzi, abolita dal 2024
- Sconto in fattura diretto in sostituzione della detrazione, anch’esso cancellato
Chi pianifica lavori ora deve quindi orientarsi con cura, evitando di cadere in trappole burocratiche o false speranze.
Consigli pratici per non perdere tempo e risparmiare davvero
Oggi più che mai, senza la spinta del 110% generalizzato, serve prudenza. Ecco qualche dritta per fare scelte intelligenti:
- Verifica sempre se rientri nelle zone terremotate per il Superbonus 110%
- Se no, orientati su bonus tradizionali e Conto Termico 3.0
- Consulta un tecnico affidabile prima di iniziare qualsiasi lavoro
- Controlla le scadenze e assicurati che i lavori possano essere completati entro i termini
- Evita di affidarti a cessione del credito non più disponibile per molte operazioni
Ricordati: il risparmio vero nasce dalla chiarezza e dall’organizzazione, non dagli slogan.
Il Superbonus 110% è ancora valido per tutti i cittadini?
No, nel 2026 è valido solo per immobili in comuni terremotati del Centro Italia e con specifici requisiti.
Quali sono le aliquote per i bonus edilizi tradizionali nel 2026?
50% per l’abitazione principale e 36% per gli altri immobili, per lavori di ristrutturazione, riqualificazione energetica e sicurezza.
Cos’è il Conto Termico 3.0 e perché conviene?
È un contributo a fondo perduto per lavori di efficientamento energetico che rimborsa una parte della spesa in pochi mesi, senza necessità di capienza fiscale.
Posso ancora cedere il credito del Superbonus?
No, la cessione del credito a terzi è stata abolita dal 2024, tranne che per alcuni casi specifici nei comuni terremotati.