Quando una persona cara ci lascia, oltre al dolore emergono dubbi pratici, come sapere se spetta la pensione di reversibilità e come calcolarla. Ecco tutto quello che serve, chi può beneficiarne davvero e come muoversi senza perdere tempo.
A chi spetta la pensione di reversibilità
La pensione di reversibilità è un sostegno importante che l’INPS riconosce ai familiari superstiti di un pensionato o lavoratore che ha maturato i requisiti. Prima di tutto, attenzione a chi ne ha diritto:
- Il coniuge o partner civile, anche se separato ma senza addebito
- I figli minorenni, fino a 26 anni se studenti universitari a carico, o inabili senza limiti d’età
- I genitori, solo se hanno più di 65 anni e sono a carico, ma solo in assenza di coniuge o figli
- Fratelli e sorelle non sposati, inabili e a carico, sempre in mancanza delle figure precedenti
È una specie di rete di sicurezza per chi rimane, ma funziona solo se il defunto ha le carte in regola.
Requisiti del defunto: perché contano
Che il defunto fosse titolare di pensione diretta o meno fa la differenza. Se era già in pensione, si parla di reversibilità. Se invece aveva solo i contributi necessari ma non era ancora stato pensionato, si tratta di pensione indiretta.
Per far scattare il diritto, serve almeno 15 anni di contributi oppure 5 anni di contributi, con almeno 3 negli ultimi 5 anni prima della morte.
Come funziona il calcolo: percentuali chiare
La pensione ai superstiti non è un importo fisso, ma una percentuale applicata alla pensione che il defunto percepiva o avrebbe percepito. Il meccanismo è semplice ecco cosa succede:
| Composizione del nucleo superstite | Percentuale spettante |
|---|---|
| Solo coniuge | 60% |
| Coniuge + 1 figlio | 80% |
| Coniuge + 2 o più figli | 100% |
| Solo 1 figlio | 70% |
| 2 figli (senza coniuge) | 80% |
| 3 o più figli (senza coniuge) | 100% |
Per esempio, se la pensione lorda era di 1.200 euro e c’è moglie e un figlio, la pensione di reversibilità sarà pari all’80%, quindi 960 euro mensili.
Il reddito del superstite può ridurre la pensione
Se il coniuge superstite ha redditi propri, c’è il rischio di vedere la pensione ridotta. Il sistema di taglio funziona così:
- Redditi oltre 22.000 euro: pensione ridotta del 25%
- Redditi oltre 28.000 euro: pensione ridotta del 40%
- Redditi oltre 34.000 euro: pensione ridotta del 50%
Se però ci sono figli a carico, niente riduzioni. Una regola che aiuta a proteggere le famiglie con carichi più pesanti.
Come presentare la domanda per la pensione di reversibilità
Non si aspetta per sempre. La domanda si può fare in qualunque momento dopo il decesso. È possibile presentarla su MyINPS, oppure rivolgersi a un patronato o chiamare il contact center INPS al numero 803 164.
I documenti da avere pronti sono:
- Certificato di morte
- Stato di famiglia
- Documentazione reddituale se richiesta
- Certificazione o autocertificazione del carico familiare
Una mano in più: tutela anche per ex coniugi e riduzioni
Sai che anche l’ex coniuge può avere diritto alla pensione di reversibilità? Solo se percepisce assegno divorzile e non si è risposato. Altrimenti, addio reversibilità.
Attenzione: in caso di nuovo matrimonio, il coniuge superstite perde questo diritto, ma riceve un assegno una tantum pari a due annualità della pensione spettante, chiamato “doppia annualità”.
Quando la pensione si riduce per redditi alti
L’INPS controlla se la pensione si può cumulare con altri redditi del beneficiario, e riduce in base alla fascia di reddito in cui si trova:
| Fascia di reddito annuale (in euro) | Riduzione percentuale sulla pensione di reversibilità |
|---|---|
| Fino a 23.862,15 | Nessuna riduzione |
| Da 23.862,15 a 31.816,20 | 25% |
| Da 31.816,20 a 39.770,25 | 40% |
| Oltre 39.770,25 | 50% |
Queste tabelle valgono per il 2026, ma sono fondamentali per pianificare serenamente le proprie finanze senza brutte sorprese.
Comprendere questi semplici passaggi aiuta a sapere esattamente cosa aspettarsi e come muoversi quando serve.
Attenzione ai dettagli per non perdere i diritti
Per esempio, chi percepisce una pensione di reversibilità può lavorare, ma deve fare attenzione ai redditi per non ritrovarsi con una pensione tagliata. Non è questione di fortuna, ma di saperci stare con i conti.
Inoltre, il diritto si perde se il superstite si risposa. Tenere in mente questi piccoli trucchi può significare un sostegno in più nel bilancio famigliare.
Qualche suggerimento finale per non sbagliare
- Controlla sempre i documenti e richieste INPS appena possibile
- Se non hai dimestichezza con il web, usa i patronati per farti aiutare gratuitamente
- Non trascurare la situazione reddituale del superstite che può influire sull’importo
- Tieni a mente che la reversibilità protegge chi resta, ma va gestita con un occhio pratico
La pensione di reversibilità spetta anche all’ex coniuge?
Sì, ma solo se l’ex coniuge riceve un assegno divorzile e non si è risposato dopo la morte del coniuge.
Posso perdere il diritto alla pensione di reversibilità?
Sì, specialmente se il superstite si risposa o ha redditi alti oltre le soglie di riduzione stabilite per legge.
Come si calcola esattamente la pensione di reversibilità?
Il calcolo si basa su percentuali della pensione originaria, variabili in base alla composizione della famiglia superstite, con un massimo del 100%.
Quando decorre il pagamento della pensione di reversibilità?
La pensione decorre dal primo giorno del mese successivo a quello della morte del titolare della pensione.
Cosa fare in caso di difficoltà nella presentazione della domanda?
Si può chiedere assistenza gratuita ai patronati o rivolgersi al Contact Center INPS al numero 803 164.